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22 febbraio 2017

Panino e Listino: TAXI E UBER GUIDA SPERICOLATA (Giovedì 23 Febbraio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Dov'è la politica?
Me lo chiedo perchè in una situazione così complicata come la vicenda dello sciopero dei taxi, è chi ha il potere di fare le leggi che deve mettere la parola fine.
In una situazione di cambiamento epocale come quella che stiamo vivendo da molti anni, chi se non la politica deve guidare con la saggezza e il sapere portando la transizione a buon fine.
La risposta, o meglio il silenzio è la perfetta rappresentazione di chi ci sta governando, dove l'interesse principale, oggi e da molti anni è sempre quello delle piccole battaglie di bottega, mentre il mondo intero sta compiendo una epocale rivoluzione che su di noi avrà ripercussioni nei prossimi anni. Cosa fa l'Italia? Litiga, perde i treni, si fa travolgere, si fa conquistare, mentre tutto intorno si cercano soluzioni più o meno sensate, ma si agisce.
Dov'è la politica?
Io sto dalla parte dei tassisti e domani su "Panino e Listino" spiego il perchè.
Ovviamente non mancheranno i temi operativi?
Avete visto STM, per molti cotta e finita, oggi più che mai galoppa, sembra di rivedere il puledro di razza che correva verso il sole che sorgeva all'alba della New Economy. Triplicata in meno di un anno.

23 novembre 2016

Panino e Listino: CARL ICAHN LA STELLA DI SUPER TRUMP (Giovedì 24 Novembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




"Niente come guardare il cielo stellato produce nell'uomo un senso di immortalità; in realtà l'universo è in lento e continuo mutamento. Anche le stelle hanno una propria vita e, alla fine, muoiono". Questo forse è vero per la scienza, ma non per i mercati, è vero ci sono stelle che durano meno di un ciclo Toro, ma ce ne sono altre che brillano e non si spengono mai.
Una di queste è Carl Icahn, leggenda a Wall Street, assurto agli onori della cronaca negli anni '80 per la scalata alla RJR Nabisco, un'operazione rimasta negli annali. Come quella del 1985 alla compagnia aerea TWA, tanto che si dice sia stato proprio Icahn ad ispirare il primo Wall Street e il personaggio Gordon Gekko.
Una scia di successi che arriva fino ai giorni nostri, non solo vecchia industria, dal biotech con Imclone, anche qui guadagno, fino alla consacrazione con Apple. Ma per capire l'impatto che Icahn ha sui mercati si devono cercare i dettagli. Bastò un suo tweet di interesse nei confronti del "melafonino" e uno in cui segnalava una cena con Tim Cook, per far schizzare le quotazioni del titolo. Voleva farla a fettine, la Mela, ma forse era troppo grande anche per lui, si accontentò di spremerla come un melograno (frutto dell'abbondanza), ritirare i guadagni e poi riappenderla sull'albero di Wall Street. Il giorno della vendita qualcuno mormorò: è finito il rialzo? Segnali di immensità.
Icahn è da sempre vicino a Trump, talmente vicino che il giorno stesso delle elezioni si precipitò in ufficio per spendere 1 mld in azioni. Io non so se entrerà nella squadra di governo, sicuramente, anche nell'ombra, sarà presente. Come è sicuro che con i nomi che circolano, Wally sia tornata a comandare. Blankfein nel 2009 modestamente disse "faccio il lavoro di Dio". Oggi, i banchieri, Dio lo sono diventati. La festa continua!
PIAZZA AFFARI: a Palazzo Mezzanotte hanno tentato di rivivere una giornata con "le grida", bello ricordarlo, peccato che i tempi di "panino e listino" siano lontanissimi, sia in termini poetici che di risultati. Ci tocca ancora soffrire, ma nel breve un ribalzo verso 17.300 ci sta tutto.
FIAT: per più di un anno sono rimasto negativo sul titolo, il perché ve lo spiegherò in seguito, ciò che conta è che ora sono diventato positivo: strong buy. Ho comprato forte a 6,70 e conto di rimanerci per lungo tempo.
RAME: quanti sono rimasti spiazzati? Lo capisci dalla foga con cui hanno comprato Rame nel dopo Trump. Le materie prime (tranne Oro e Petrolio) erano nelle mie "10 previsioni" ancor prima di SuperTrump.
NASDAQ: è l'unico indice Usa a vacillare. Il GAFA (Google, Amazon, Facebook e Apple) traballa, ma potrebbe essere sostituito da SOX e NBI. Sopra 5.300 corre.
BANK: è la sigla dell'indice delle banche al Nasdaq. Siamo su massimi assoluti! Solo le nostre soffrono.
I MAGNIFICI 7: BE, BIESSE, STM, CTIC, AEDES, TOD'S E D'AMICO sono i 7 titoli scelti per il 2016. Siamo a poco più di 1 mese dalla fine e stiamo facendo meno peggio dell'indice generale. Ora ci aspetta lo scatto finale. Le preferenze nell'ordine.
di Buddy Fox
@paninoelistino


Ps. ricordatevi che qui a destra c'è il nostro sondaggione sul Referendum Renzi, e di solito il nostro sondaggione non sbaglia mai. Votate se potete.

21 settembre 2016

Panino e Listino: IN UN 2016 TURBOLENTO, TUTTO SOMMATO UN'ESTATE TRANQUILLA (Giovedì 22 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



21 Settembre, Estate  bruciata dal Sole, è già scomparsa. 
Cadono le foglie, è l'autunno che bussa, ma a Milano sembra un fiorire di rialzi. E' finalmente arrivata la Primavera della finanza?

2016, in un anno turbolento, tutto sommato è stata un'Estate tranquilla. Niente catastrofi, niente crolli dei mercati, niente uragani, si è vero c'è stato un forte terremoto, un evento tragico, eccome, che purtroppo in Italia per i motivi che conosciamo si amplifica sempre più. Ma per quanto riguarda i nostri temi, niente di quanto era stato previsto dalle cassandre che fanno terroriso ininterrotto, nulla di nulla si è verificato.
Fine del mondo, sarà per la prossima volta.
Per me è stata un'Estate un po' meno tranquilla. Come vi sarete accorti, non mi riesce più di aggiornare con costanza questo storico blog, poco male, anche i fedelissimi si sono stancati. Nessuno più commenta, pochi leggono e anche come email non c'è male, forse una alla settimana. Meglio così nessuno piangerà, nessuno soffrirà, l'addio sarà più dolce, un tramonto delicato.
Il terremoto l'ho sentito, fortunatamente solo di striscio, peggio è andata a uno dei miei cani che ora è ammalato, speriamo di risolvere, è forte, ce la faremo.
E poi, tra le tante grane, c'è anche quella di Facebook, ringrazio pubblicamente chi mi ha fatto bloccare. Oggi il mondo va così, si alza la voce da dietro lo schermo, così si è più forti. Purtroppo il mondo è sempre più dei vigliacchi, di chi per ostacolare l'altro invece di provare ad essere migliore, pensa sia più facile e onesto, azzoppare il prossimo.
Sai cosa dico, senza Facebook si sta molto meglio. Si va avanti lo stesso.
Non ho altro da aggiungere, se non le cose che scrivo ogni settimana, avanti senza paura per nessun catastrofismo, nessuna paura dalla Yellen, nè da Draghi, nè dal referendum di Renzi e nemmeno di Trump, anche se conosco molte persone che lo danno già per vincitore.
Che altro? Invece di aggiungere ulteriori sciocchezze, vi lascio con qualche pezzo di "Panino e Listino" e con la solita grande colonna sonora. Anche Barisoni vi fa ascoltare pezzi così?

Ps. domani su "Panino e Listino", il ritorno di "HOTEL CALIFORNIA" e tante altre chicche. Siamo in rampa di lancio.

LIBERO 15 settembre 2016

Il più astuto tra i mortali, un dannato nell’oltretomba. Questo per la mitologia era Sisifo, condannato per l’eternità a rotolare un macigno sulla china di una collina e una volta arrivato in cima, ricade giù a valle. Detto in parole semplici un fa e disfa, una fatica immane per non ottenere nessun risultato. Questo sembra essere il destino dell’Italia e del suo indice di Borsa il FTSE MIB. Sono infatti ormai più di 6 anni che l’economia tenta di riagganciare la ripresa ritrovandosi in pugno solo una manciata di decimali. Sono ormai 7 anni che Piazza Affari tenta di prendere la rincorsa per riavvicinare i prezzi dell’era Lehman (prezzi che alcune borse hanno già riacciuffato) e ogni volta, raggiunta la metà della vetta, si ritorna a valle. Qualcuno l’ha definita la “sindrome giapponese” o “nikkeizzazione” ovvero, un’Italia che economicamente assomiglia sempre più al Giappone: deflazione, Pil anemico, debito pubblico stellare e la borsa di Milano che sta ricalcando il solco lasciato dall’indice di Tokyo: 20 anni tra discesa e estenuante laterale prima di rivedere una ripresa concreta.
A tutto questo si aggiungono le parole e i giudizi “interessati” e non richiesti degli amici americani, che su una cosa però hanno ragione: il referendum sarà l’ago della bilancia tra una fine d’anno sprint e uno sprofondo rosso natalizio. Piaccia o non piaccia questo governo, sappiate che le cose sui mercati stanno così. Ma gli amici americani, vorrei dare anch’io un consiglio, ed è quello di guardare attentamente alle cose di casa loro, nello specifico alla traballante corsa (ad ostacoli) alla Casa Bianca, che ai mercati fa più paura di un infimo rialzo dei tassi. Ricordiamoci cosa ha prodotto l’esperienza del 2000 tra Bush e Gore, pochi forellini nelle tessere crearono una voragine nelle borse. Però se ci pensiamo bene, nonostante tutti i traumi vissuti in un 2016 sciagurato, e se ripensiamo a come stavamo nel 2008 quando il fallimento di Lehman fece pensare a molti all’estinzione del sistema finanziario mondiale, tutto sommato oggi non stiamo così male. Abbiamo resistito all’attacco di un esercito di cigni neri (animale simbolo della catastrofe), i mercati tengono il ring e non vanno ko. Se continua così il 2016 si può trasformare da anno della paura, alla più grande farsa ribassista, ovvero l’occasione d’acquisto prima del grande rialzo. Sisifo spingi più su.
PIAZZA AFFARI: con paura ma si torna su. Supporto 16.000, ma anche 16.500 potrebbe bastare.
MPS: più che del Morelli banchiere, per capire questa banca ci sarebbe bisogno di Raffaele Morelli lo psichiatra. Battute a parte, la “benedizione” sul nome è arrivata da JP Morgan, dunque la sentenza è emessa, la banca sarà venduta a una big, credo a prezzi molto superiori agli attuali. Ultimi sacrifici.
SAES GETTERS: superstar nel 2015, ottimo titolo anche per quest’anno. Confermo che i semiconduttori sono molto caldi, e la Saes può essere inserita nella categoria. Considerate anche le risparmio.
BET: ormai questo titolo è il mio biglietto da visita, quando mi chiedono cosa comprare, BET è la risposta. Siamo sempre in rampa di lancio, ogni momento è buono.
STM: insisto, che bel titolo.
WALLY: 8 anni dopo LEHMAN BROTHERS, sembrava l’apocalisse della finanza, e invece siamo ancora qui. Stiamo meglio, stiamo peggio? Non lo so, quello che vedo è un Dow Jones che vale il 40% in più rispetto alla vigilia del 15 settembre 2008. Cari catastrofisti la fine del mondo è rinviata, ancora una volta. Nel breve ancora un po’ di volatilità.

LIBERO 8 settembre 2016
Volatilità e rischio sono sinonimi?
Se c’è una cosa positiva che portano le crisi finanziarie, oltre a ripulire da tutta la tossicità che inevitabilmente la fase espansiva porta con se, è l’insegnamento e la comprensione della materia. Sembra un paradosso ma è così, perché la crisi paralizza l’entusiasmo, ferma e permette di riflettere e conoscere ciò di cui prima forse non conoscevamo il vero significato.
L’economia e la finanza negli ultimi anni sono entrati in maniera preponderante nella nostra quotidianità, provate a pensare a tutti i termini nuovi che avete imparato. E’ vero, non tutti sono stati spiegati in modo corretto, lo SPREAD ad esempio, per semplificare è stato associato al BTP/BUND, quando in verità il termine spread è tecnicamente la differenza di prezzo tra due diversi prodotti in concorrenza, in questo caso il titolo di stato italiano e quello tedesco. Ma non è l’unico caso inesatto, un altro è di uso più comune tra le gestione e riguarda il significato di due termini che spesso, sbagliando vengono accomunati. Quante volte vi è capitato di sentir dire: in questo momento c’è il rischio volatilità? Ma la volatilità è un rischio?
La confusione e l’associazione dei due termini in passato è stata foriera di parecchi errori. Il più eclatante fu alla fine del 2011, quando il nostro BTP raggiunse un rendimento intorno al 6%, al risparmiatore che voleva cogliere l’occasione, spesso veniva detto che il titolo era rischioso perché troppo volatile.
Caso totalmente inverso per i bond Argentini, che con rendimenti superiori al 10% erano un rischio, ma siccome non avevano volatilità venivano venduti con leggerezza e senza cautele anche ai piccoli investitori.
Ma c’è una caso ancor più eclatante che da alla volatilità un valore inesatto, ed è quello inebriante delle borse in bolla, un alternarsi di vistosi rialzi e altrettanti ribassi che per gli investitori viene considerata un’occasione in luogo di un pericolo. Il problema della volatilità è che quando entra in campo porta con se anche l’emozione fonte di confusione.
Il sigillo su tutto lo mette Warren Buffett quando dice che “la volatilità non è un rischio, non nel breve termine. Se i soldi vi servono entro due anni, lasciate perdere gli strumenti come le azioni, ma se avete a disposizione 10 anni, la volatilità non dovrebbe nemmeno toccarvi”.
La strada dell’apprendimento finanziario è ancora molto lunga.
PIAZZA AFFARI: ammetto che gli ultimi su e giù hanno messo in crisi anche me. Ma ogni volta che succede ricordo sempre la mia massima “lo scetticismo e la diffidenza sono il miglior carburante per il rialzo”. Siamo sopra 17.000, e ci siamo tornati senza motivi particolari. Questo significa che il rialzo può continuare anche senza l’aiuto di san Mario Draghi.
STM: quelli di Bank of America parevano aver bocciato il mio giudizio positivo sul titolo. E chissà quanti stop loss saranno scattati sulla discesa di venerdì. Che peccato! Perché in queste fasi i giudizi negativi, sono spesso la scusa per le fisiologiche prese di beneficio. Bene ha fatto chi ha tenuto, meglio ancora chi ha colto l’occasione per accumulare.
UNICREDIT: chiudiamo sempre sopra 2,30. Bene così, in marcia.
CHL: qualcuno ha commentato “si stanno risvegliando i titoli ciofeca”. Questo è uno dei miei scheletri nell’armadio, chi non li ha? Attenzione ai facili entusiasmi, svariati titoli stanno salendo a razzo senza motivi validi, se non le quotazioni rasoterra.
AEDES: secondo Intermonte il titolo vale molto di più. Come non essere d’accordo, è nella lista dei miei “magnifici 7”.

 

19 febbraio 2014

Panino e Listino: IL GIORNO DI MATTEO RENZI (Mercoledì 19 Febbraio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 


Ma voi avete capito qualcosa? Avete capito perchè improvvisamente è scattata la crisi di governo e a Letta è stata chiusa la porta in faccia? Io non l'ho capito.
O meglio non l'ho capito finchè è arrivato un economista con la voce da comico a spiegarmelo. 
Alain Friedman mi piaceva, lo seguivo fin dai tempi di "Maastricht Italia", oggi è cambiato, come molte cose sono cambiate rispetto al 1996. Se prima era un giornalista economista con la voce da comico, ora mi sembra un comico che tenta di fare il giornalista.
Sapete che nè io e nè questo blog ha mai appoggiato il complottismo e i complottisti, ma ora qualche dubbio mi viene: ricordo strette di mano e abbraccia con Letta, il "stai sereno" e poi improvvisamente il diluvio, le rivelazioni di Friedman e il ribaltone. Cos'è successo? Era tutto programmato?
Renzi credo sia la mossa giusta, bisogna provare e rischiare, ma fatto in questo modo non solo non è legante, ma è sleale, quella lealtà, sincerità che spesso è stata sbandierata, qui viene calpestata e poi bruciata come nelle peggiori piazze calde mediorentali.
In ogni caso ora si volta pagina, e si aspetta il nome del Ministro dell'Economia, i soldi sono ancora l'elemento più importante di questa società e già Saccomanni mette le mani avanti e prepara al peggio il suo successore.
Una buona notizia c'è, abbiamo evitato Fassino quello di "abbiamo una banca", lo ricordate? Se quello doveva essere la star di governo, la punta di diamante, beh, non oso immaginare il resto.
I guastatori insistono, non potete sforare il deficit (dimenticando cosa era stato concesso a Francia e Germania nel 2003), non potete fare manovre, non avete i soldi.
Non abbiamo i soldi? 
Allora è spontaneo chiedersi: dove finiranno i soldi risparmiati sui tassi e spread crollati ai minii degli ultimi anni? Dove finiranno i soldi ricavati dalla lotta all'evasione fiscale? Dove finiranno le entrate dovute a un maggiore gettito tributario che una ripresa (vivace o debole) che inevitabilmente emergerà anche dalle prossime cifre e statistiche?
E i risparmi ricavati dal forbicione di Cottarelli? E i risparmi ricavati dai tagli alla politica? Perchè la riduzione dei parlamentari e dei senatori si deve fare, l'avete promesso! E la riduzione delle province? E quanto sarà risparmiato dai tagli alla spesa pubblica?
Di denaro mi pare che potenzialmente ce ne sia molto, ora manca solo un particolare, saperlo spendere nel modo più proficuo per la collettività.
E' una bella sfida, questa volta o la va, o la spacca, o li spacchiamo!
Matteo hai voluto la bicicletta, e ora: pedala

PANINO E LISTINO: siete ancora in credito di un numero, manterrò la promessa.
Intanto qui sotto trovate quello in edicola il 5 Febbraio.
Oggi, per chi ha il coraggio di spendere 1,20 troverete il nuovo numero, fresco di stampa, in edicola.
Il titolo: SIAMO VERAMENTE IN CRISI?
E poi tanti temi operativi, Piazza Affari è sempre più calda, sempre più euforica, sarà EFFETTO RENZI?
Bonne chance


LIBERO 05 Febbraio 2014
“Regola n. 1 a Wall Street: nessuno sa se un'azione sale, scende o si muove in fottuti cerchi. E' tutto un fugazi” , parole che affascinano il giovane Jordan Belford (Di Caprio) , parole pronunciate dal suo mentore Mark Hanna (Matthew McConaughey), il senior broker che strega l’allievo con una lezione magistrale di economia e finanza applicata al brokeraggio. Parole che ammaliano, miscelate dalla gestualità della mano: “fugazi”, ovvero la polvere delle fate, l’irrealtà, un cocktail che tanto piace ai risparmiatori, regala ebrezza ed euforia, oltre che irrazionalità nel comportamento.
“Sposta i soldi dalle tasche dei tuoi clienti alle tue tasche” aggiunge, proprio come un abile prestigiatore, creando l’illusione di diventare ricchi e la paura e l’ansia di perdere il prossimo treno. Essere sempre in corsa, da un’azione all’altra, ricchezza solo sulla carta e che su quella stessa carta rimarrà, finchè quell’illusione non verrà bruciata dalle fiamme e dal panico della prossima crisi.
“Wall Street prima ti mastica (e ti illude) e poi ti sputa”, questo è accaduto a Jordan Belford, che il giorno dell’esordio come broker vive una dei momenti più drammatici per la borsa: 19 Ottobre 1987, è  il “lunedì nero” il Dow Jones perde il 22% in un solo giorno! Qual è la lezione? Anche nei momenti peggiori, i più drammatici, si crea un’occasione e un’opportunità. Jordan Belford esce dalla porta e rientra dalla finestra. A questo serve sopravvivere alla crisi, a ricevere un buono per partecipare alla prossima fase euforica, sta a te usare quel buono nel modo migliore.
Bill Gross  dice che “l’era della ricchezza accelerata è finita”, probabilmente qualcuno l’ha detto anche dopo il 1987, e qualcun altro l’ha ripetuto dopo lo scoppio delle mille bolle blu del 2000. Un concetto ribadito anche nel 2008 e oggi, dopo un +173% di Wall Street in meno di 5 anni (la quinta più intensa fase toro della borsa USA) siamo ancora qui con il nostro buono in mano, pronti a giocarci la prossima fase euforica. Sta a noi usarlo nel modo migliore, Yellen permettendo.
FTSE MIB: deflazione e frenata economica, per Draghi le condizioni migliori, le mani ora sono libere di agire, Buba e Merkel non possono più fermarlo. La correzione è agli sgoccioli (18,600?), riempiamo il carrello. Giovedì e Venerdì vivremo sedute importanti.
BIANCAMANO: se il padrone potesse essere il “market mover” di una società, Biancamano sarebbe già sospesa per eccesso di rialzo sulla fiducia. Grande successo per G.B. Pizzimbone, a capo di un’azienda di igiene ambientale  con 3,300 dipendenti, 3,400 automezzi e presente in 350 comuni. Il problema maggiore di BCM? Gli ingenti furti di carburante che pesano sul bilancio. I debiti (per ora) non sono più un problema. Dopo aver ricaricato a 0,60, siamo pronti a sfondare 0,70, la strada  è spianata.
COBRA: siamo sempre in trepidante attesa di novità. E’ arrivato il momento? Prima tappa 0,75 e poi ancora più su.
STM: emancipata da Nokia. Ora è un buy convinto, sopra 6,50 ancora meglio.
TELECOM: ogni discesa è un’occasione d’acquisto: “repetita iuvant”.

30 aprile 2013

Panino e Listino - ANCHE LA MERKEL SI STENDE SUL LETTINO? ORA L'ITALIA E' PIU' FORTE (ICONA POP)



Andrà così? Non credo.
Letta in viaggio verso la Germania, prima visita alla Merkel e vediamo se riesce a stenderla subito, sul Lettino...
Mi ha appena scritto un mio amico, operatore di Borsa (non un trader) e raffinato analista tecnico, rispondendo a una mia previsione su Piazza Affari rilancia la sua: "Piazza Affari? Secondo me si ferma a 42,000, in 2 anni".
Si avete letto bene, lassù, e lui non è uno che le spara a caso, anzi riflette molto, parla poco, ma quando lo fa è pesante.
Aggiungo un'altra cosa, fino a poco fa era pessimista e ribassista, non su Wall Street.
Intanto ve l'ho scritto e ora ritorniamo a "Panino e Listino", domani è il 1° Maggio, giorno di festa, avrete quindi più tempo e tranquillità per leggermi;-)
Panino e Listino "SPECIALE CRESCITA": tutto sulla crescita, economica e finanziaria, un'analisi su previsioni di economisti e poi le mie previsioni su Borse, Euro/Dollaro e titoli, con una chicca speciale. L'ho fatto perchè mi sono arrivate delle richieste via email, e siccome non mi tiro mai indietro, ho voluto rispondere alle richieste, senza fantasie, ma con convizioni, le mie convinzioni.
Domani, se non partirete per il lungo ponte (cosa che vi auguro) potremmo discuterne qui nel blog, o via email, o su Twitter, insomma, ovunque!;-)
Eccovi qui sotto la replica del pezzo in edicola Mercoledì scorso.

LIBERO 24 Aprile 2013
“Who Needs Gold When We Have Greenspan”,  tradotto: “a chi serve l’Oro quando abbiamo Greenspan”, strillava il New York Times nel 1999, e non si poteva dargli torto. Maltrattato dallo scoppio della bolla negli anni ’80, da quota 800$ l’Oro era crollato a 300$ e lì si limitava a strisciare. Sembravano dei guru quelli del NYT visto che proprio in quell’anno Gordon Brown (allora Cancelliere dello Scacchiere UK) faceva il suo annuncio shock comunicando la vendita di metà delle riserve auree del Regno Unito. Una mossa che affossò il metallo prezioso fino a 250$ e al tempo stesso lanciò in orbita l’ego di Gordon Brown che per molto tempo sventolò quella sua audace mossa come una gran vittoria. I fatti successivi, la “bolla internet”, sembravano dargli ragione, il mare era calmo, ma era solo apparenza uno tsunami di liquidità era in arrivo, un’onda che trasportava con se un enorme cigno nero per tutti i ribassisti sull’Oro. Mai dare nulla per scontato, Greenspan aveva tradito i suoi fedeli, perché la politica dei “Tassi Zero” annunciata successivamente alla tragedia del WTC 2001, fu il propulsore che diede l’avvio al rally del metallo giallo che in 10 anni lo portò da quota 350$ a 1700$, impallinando Gordon Brown, successivamente scomparso dalle scene.
Fatti analoghi accaddero all’inizio del 1975 quando il Time, dileggiando i rialzisti sull’Oro scriveva: “l’Oro è caduto di 14$ in 3 sole sedute fino a quota 105$, minimo di 31 mesi, un livello disastroso per i goldbugs, che non molto tempo fa predicavano un prezzo di 300$ o più”. Ricorsi storici che assomigliano molto alle previsioni di pochi mesi fa, quando erano in molti a prevedere l’Oro a 2000$, chi a 3000$ e potremmo andare oltre. Attenzione però, perché l’Oro è beffardo e difficilmente domabile e interpretabile, il crollo degli anni ’70 ebbe breve durata  perché nell’Agosto del 1976, quando ormai il metallo era calpestato da molti operatori, dopo una caduta del 50%  ci fu una ripresa che lanciò l’Oro fino ai picchi del 1980 sopra citati.
E’ forse per questo che Goldman Sachs, dopo aver annunciato il suo potente segnale di vendita sull’Oro, oggi, solo 13 giorni dopo fa retromarcia e consiglia ai propri clienti di chiudere tutte le posizioni ribassiste?
FTSE MIB: talvolta capita che in Borsa si vedano parvenze di razionalità. Se fosse questo il caso, all’annuncio del prossimo “Governo Napolitano” dovremmo vedere il nostro indice volare a quota 16,800, lo stesso livello toccato il 25 Febbraio, quando gli exit-poll illusero i Tori annunciando un esito elettorale con una maggioranza certa. Con una differenza, questa volta 16,800 sarà spazzato via.
MEDIOLANUM: è bastato un miglioramento del sentiment e la caduta dello Spread BTP/Bund per cancellare “l’incubo dell’evasione fiscale”. Massimi abbattuti, 5 primo scoglio, ma noi puntiamo a 7. E se il risparmio gestito va, preparatevi, Piazza Affari sarà effervescente.
STM: qualcuno ancora pensa che abbia il cordone ombelicale legato a Nokia? Obbiettivo di lungo a 9.

 
 
email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox